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Gaucho
Il gaucho è il mandriano delle pampas dell’America meridionale, propriamente del cosiddetto Cono Sud.
I gauchos si trovano in Argentina, nel dipartimento boliviano di Tarija, nel sud del Brasile, in Paraguay, in Uruguay e in Cile. In quest’ultimo Paese è noto con il nome di huaso.
È possibile dire che il gaucho sia nato nella Pampa orientale attorno al XVIII secolo. Il termine forse deriva dall’arabo, “uomo a cavallo”, o più probabilmente dal quechua huacho (pronuncia: huaccio) (senza madre). Viene descritto come un “selvaggio bianco che vive lontano dalla società”, un “nomade a cavallo” e rappresenta un’importante figura nella storia delle pampas sudamericane.
I Gauchos (simili ai cow boy nord americani) sono caratterizzati dalla loro abilità nel cavalcare e anche dall’uso delle bolas, palline di pietra che arrotolate o legate a dei lacci di cuoio, vengono fatte roteare sopra la testa e, una volta lanciate, si arrotolano attorno alle gambe della preda. L’uso di questi oggetti si tramanda di padre in figlio tra i gauchos e ha origini risalenti a migliaia di anni fa.

MATE
In spagnolo si chiama Mate (chimarrão in portoghese) l’infusione preparata con le foglie di erba Mate (in spagnolo yerba Mate o semplicemente yerba; erva Mate in portoghese), una pianta originaria del Sud America. Seguendo lo stesso procedimento del tè, la yerba Mate è essiccata, tagliata e sminuzzata. Tradizionalmente questa infusione si beve calda.
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La tradizione della preparazione del mate è stata appresa dai colonizzatori spagnoli dagli indios guaraní. Nel periodo degli insediamenti Gesuiti nella Provincia Real del Guayra (oggi stato del Paraná, Brasile) nel XVI secolo, i soldati spagnoli, che avevano l’abitudine del tè, hanno preso questa erba usata dagli indigeni, messo la bombilla e l’acqua calda. Gli indigeni la usavano con acqua fredda, bevendo e separando le foglie con le labbra superiori. Questa bibita poi è diventato il principale commercio di questa provincia con la città di Asuncion, nel Paraguay. Con il passare del tempo fu adottata come bibita tradizionale dei gaucho e huaso, in Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile e Regione Sud del Brasile) e lungo tutta la cordigliera delle Ande.
Attualmente il mate si conferma un infuso molto popolare nei paesi menzionati, soprattutto in Uruguay, dove è bevuto quotidianamente da gran parte della popolazione. In paesi come l’Argentina, incluso nella sua capitale Buenos Aires, bere il mate è un rito quotidiano in quasi tutte le famiglie e, in alcuni casi, anche negli uffici dove è molto comune vedere professionisti lavorare davanti ai loro computer con una tazza di mate. Bere il mate per gli argentini è un “rituale” così diffuso come per gli italiani bere una buona tazza di caffè o per gli inglesi il tè, e in Argentina il mate viene offerto agli ospiti.
Legato al fenomeno dell’emigrazione italiana in Argentina, il consumo del mate in Italia si era affermato nel secolo scorso in particolare in alcune zone d’Italia, in particolare in Sardegna, essendo forte e antico il legame tra questa terra e Buenos Aires. L’emigrazione portò il mate anche nei cosiddetti paesi albanesi della Calabria arbereshe, dove ancora ai nostri giorni è possibile girare per Lungro (paese più importante) e vedere negozi che vendono mate: quasi tutti lo bevono a casa abitualmente. Le ricette usate per preparare la bevanda erando diverse. In Valtellina, ad esempio, il mate veniva preparato come mate “cocido” e integrato con vino rosso e una noce di burro. Era (sino agli anni ’60-’70) una bevanda comune, ma ancora oggi è utilizzato ed è possibile acquistarlo in alcuni negozi tradizionali, farmacie e soprattutto erboristerie.
La bevanda è molto apprezzata dall’attuale Papa Francesco a cui la Presidenta Cristina Kirchner ha regalato un pregiato servizio in occasione della visita in Italia del 18 Marzo 2013 per l’insediamento del Pontefice.
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